LA GESTIONE DIRETTA DELL'IMPRESA DA PARTE DEI LAVORATORI - un libro di Riccardo Scagnoli
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Quando unโazienda scivola nella crisi, la risposta standard รจ una sola: cassa integrazione, proroghe, tempo comprato a caro prezzo. Esiste unโaltra strada praticabile: invece di tenere in vita lโimpresa come cadavere amministrativo, cambiare mano, cambiare responsabilitร , cambiare forma. La crisi diventa un varco istituzionale che porta a cogestione e, se il capitale abdica, a autogestione. Tra le eventualitร teoriche possibili, lโautore privilegia quella che rende la gestione diretta verificabile: un innesco dichiarato, con regole, tempi e responsabilitร . La posta in gioco รจ spostare il lavoro dentro la stanza della decisione, come soggetto di governo della produzione.
ร proprio questa โfatticitร โ โ la gestione diretta come procedura che scatta nella crisi โ che spinge lโautore a costruirsi una genealogia. La storia, qui, serve a mostrare precedenti che hanno un tratto comune: quando il comando economico vacilla, qualcuno deve comunque garantire produzione e decisione.
La RSI รจ il precedente italiano
legato alla stagione
della socializzazione delle imprese
La Comune di Parigi entra come immagine originaria: il lavoro e la cittร che provano a governarsi mentre lโordine precedente crolla. Durata breve, pressione militare, improvvisazione e conflitto interno. Proprio per questo, nella lettura del libro, la Comune funziona da lezione negativa e positiva insieme: lโautogoverno รจ possibile solo se diventa organizzazione, e lโorganizzazione richiede organi, mandato, revoca, disciplina del quotidiano.
La Jugoslavia รจ lโesempio โlungoโ: lโautogestione istituzionalizzata, con consigli dei lavoratori e un diritto che prova a trasformare la fabbrica in struttura politica permanente. Lโautogoverno come regola stabile, ripetibile. Col tempo, perรฒ, in molte realtร i consigli finiscono per deliberare su margini giร decisi altrove: partito, manager, burocrazie economiche. La partecipazione si ritualizza, diventa voto su piani preconfezionati; le imprese difendono il proprio micro-interesse, crescono squilibri territoriali e rendite, la responsabilitร collettiva si assottiglia. Comune di Parigi e Jugoslavia mostrano due fallimenti speculari: nella Comune la sostanza corre piรน veloce della forma e viene schiacciata dallโurto; in Jugoslavia la forma dura, poi si riempie di rituali e si lascia catturare dagli apparati.
La RSI รจ il precedente italiano legato alla stagione della socializzazione delle imprese. Nel 1944, con il D.Lgs. 12 febbraio 1944, n. 375, si tentรฒ di portare i lavoratori dentro la vita dellโazienda con organismi di partecipazione e con una quota di utili legata ai risultati, dentro unโeconomia di guerra e in un contesto politico terminale. Lโapplicazione fu diseguale e spesso restรฒ incompiuta, ma il punto che interessa al libro รจ un altro: la partecipazione viene pensata come leva di produzione e di disciplina, non come ornamento. E la parola โpartecipazioneโ ricompare anche in tradizioni incompatibili ogni volta che la continuitร produttiva vacilla e la politica deve scegliere strumenti di governo oltre i sussidi.
La Germania entra come esempio postbellico di istituzionalizzazione โfreddaโ della partecipazione: codeterminazione e presenza dei lavoratori negli organi di governo, dentro un diritto societario che struttura la rappresentanza e la sorveglianza. Qui lโautore punta su un precedente che ha retto nel tempo, perchรฉ ha trasformato il conflitto in procedura e la procedura in responsabilitร . E di passaggio allarga il quadro: nel secondo dopoguerra, forme di partecipazione comparabili si sono stabilizzate anche altrove โ Austria, Paesi nordici, Paesi Bassi โ ognuna con la propria grammatica (consigli di sorveglianza, rappresentanze nei board, consultazione forte). Il punto, per come lo usa il libro, resta uno: la partecipazione โriuscitaโ nasce da regole che mettono in conto interessi divergenti e li costringono a una decisione condivisa.
La Germania postbellica: esempio
della partecipazione dei lavoratori
negli organi di governo
Da quellโinnesco discende una filiera: controllo sociale, poi cogestione con consigli e funzioni condivise, infine autogestione quando la crisi diventa irreversibile dentro la proprietร attuale. Il nodo รจ giuridico: requisizione ed esproprio come strumenti ordinari in una fase definita, con indennizzo e regole, sostenuti da un apparato pubblico che mette a terra credito, controlli, monitoraggio, leve di mercato. Dentro questo quadro arriva anche lโidea di una banca dedicata: una finanza orientata alla continuitร produttiva.
Questa filiera, oggi, collide col presente: deindustrializzazione, filiere fragili, delocalizzazioni, aziende che chiudono lasciando macchine e competenze come rovine. La gestione diretta diventa un test: misura la capacitร di convertire una chiusura in continuitร operativa e di trattenere sul territorio saperi e catene di fornitura. E costringe la politica a una domanda che evita: chi decide quando il capitale se ne va e lโimpresa resta.
Le prospettive seguono le premesse. La gestione diretta resta un dispositivo per lโemergenza, oppure diventa infrastruttura stabile di diritto economico: un canale di proprietร diffusa e governo del lavoro che riduce lโasimmetria tra comando e esecuzione. Il libro si espone su due requisiti: istituzioni capaci di reggere conflitto, trasparenza e controlli; lavoratori pronti a pagare il prezzo della decisione.
Articolo 46 della Costituzione italiana:
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e sociale del lavoroยป
Quando il libro arriva allโarticolo 46 della Costituzione, lโautore ancora la sua filiera a un fondamento costituzionale: la partecipazione come collaborazione alla gestione, dentro limiti fissati dalla legge, โai fini della elevazione economica e sociale del lavoroโ. Nel testo lโattesa รจ esplicita: quelle leggi vengono trattate come un vuoto da colmare, un passaggio necessario per trasformare la partecipazione in architettura istituzionale.
Nel frattempo, sul piano legislativo, quella attesa ha trovato una prima forma: nel 2025 il Parlamento ha approvato la legge 15 maggio 2025, n. 76, entrata in vigore il 10 giugno 2025, che disciplina la partecipazione dei lavoratori alla gestione, al capitale e agli utili delle imprese. Letta insieme allโart. 46, la legge rende piรน attuale la domanda del libro e sposta il fuoco sul terreno decisivo: la partecipazione come pratica concreta, con regole, incentivi, contratti, strumenti finanziari. Quindi lโiter parlamentare รจ chiuso; la partita, oggi, รจ tutta sullโattuazione concreta: decreti, contrattazione collettiva, incentivi, prassi.
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SCHEDA LIBRO
Titolo: La gestione diretta dellโimpresa da parte dei lavoratori
Autore: Riccardo Scagnoli
Editore: Edizioni Tabula fati
Collana: Uomini & Societร , 16
Edizione: Seconda edizione, febbraio 2026 (prima edizione: maggio 2015)
Pagine: 176
ISBN: 978-88-7475-434-2
Prezzo: โฌ 12,35
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