STANLEY KUBRICK, ODISSEA NELL’INCIPIT - un libro di Alessandro Carbone

STANLEY KUBRICK, ODISSEA NELL’INCIPIT - un libro di Alessandro Carbone

Ci sono libri su Stanley Kubrick che inseguono il personaggio, il perfezionista, il regista-mitoAlessandro Carbonesceglie una strada più semplice e più intelligente: riportarlo dentro il suo ambiente naturale, quello fatto di libriimmagini mentaliossessioni narrative, passaggi da una forma all’altra. Stanley Kubrick. Odissea nell’incipit nasce da questa scelta e la sostiene con coerenza dall’inizio alla fine.

Il merito principale del volume sta nel taglio. Carbone non costruisce un profilo monumentale del regista e non si rifugia nel repertorio delle etichette consumate. Preferisce seguire la traiettoria concreta con cui Kubrick assorbe materiali narrativi diversi e li riorganizza dentro il proprio universo visivo. Così il regista si vede meglio nella concretezza del suo lavoro: uno che entra nei testi per portar via atmosferetensioni, figure, ritmi.

Kubrick assorbe materiali
narrativi diversi e li riorganizza
dentro il proprio universo visivo

Il pregio di questo libro è la chiarezza del dispositivo. Ogni film viene rimesso accanto alla sua sorgente narrativa, e questo permette di vedere meglio non soltanto ciò che Kubrick prende, ma soprattutto ciò che trasforma. Il saggio funziona quando mostra con precisione il passaggio da una suggestione romanzesca a una soluzione visiva, da una pressione narrativa a una scena, da un tono di scrittura a una forma cinematografica ormai autonoma.

La prima parte accompagna il lettore attraverso i film; la seconda, in forma di antologia, mette a disposizione gli autori e i testi che fanno da controcanto al discorso critico. E l’elenco, da solo, dice già molto del paesaggio attraversato da Kubrick: Lionel White per Rapina a mano armataHumphrey Cobb per Orizzonti di gloriaHoward Fast per SpartacusVladimir Nabokov per LolitaPeter George per Il dottor StranamoreArthur C. Clarke per 2001: Odissea nello spazioAnthony Burgess per Arancia meccanicaWilliam Makepeace Thackeray per Barry LyndonStephen King per ShiningGustav Hasford per Full Metal Jacket e Arthur Schnitzler per Eyes Wide Shut. Una costellazione di voci diversissime, dal noir alla distopia, dal romanzo storico al perturbante, che il libro ha il merito di tenere insieme senza schiacciarle dentro una formula unica.

Una costellazione di voci
diversissime, dal noir alla distopia,
dal romanzo storico al perturbante

Questa struttura rende il volume utile in due direzioni. Da una parte offre a chi conosce già Kubrick un modo ordinatoper ripensarne la filmografia senza ricadere nel culto automatico del capolavoro. Dall’altra dà a chi entra adesso in questo mondo una mappa leggibile, concreta, mai appesantita da apparati inutili. Il libro accompagna bene perché non si chiude nella cinefilia specialistica e non semplifica per farsi divulgativo a tutti i costi.

C’è poi la scrittura. Carbone ha un passo partecipemobile, spesso trascinante. Le sue pagine non hanno il tono notarile di molta saggistica sul cinema; cercano invece un movimento più vicino all’esperienza di chi guarda, ricorda, associa, torna sui film con maggiore attenzione. C’è energia, c’è gusto dell’accostamento, c’è soprattutto il desiderio di tenere viva la materia invece di archiviarla.

Il libro compie un gesto
critico netto: abbassa
il tono sacrale che spesso
circonda Kubrick

Il punto più convincente, alla fine, è che questo lavoro non tratta i film come reperti da museo. Li rimette in circolo, li fa reagire con l’immaginario di chi legge, li restituisce a una dimensione di esperienza e non di venerazione. In questo senso il libro compie un gesto critico netto: abbassa il tono sacrale che spesso circonda Kubrick e lo riporta sul tavolo del lavoro, dove un’opera può ancora essere riletta, rimontata mentalmente, discussa.

Per questo Stanley Kubrick. Odissea nell’incipit lascia una buona impressione di intelligenza critica e di misura. Non pretende di chiudere Kubrick dentro una formula definitiva; fa qualcosa di più utile: rimette ordineriapre i nessi, restituisce movimento a una filmografia che troppo spesso viene consumata per immagini isolate. Ed è proprio qui che il libro convince di più: quando fa venire voglia di rivedere i film con uno sguardo meno passivo.

— Laura Forte

Scheda libro
Titolo:
 Stanley Kubrick. Odissea nell’incipit
Autore: Alessandro Carbone
Editore: Castel Negrino
Copertina: Federico Renzaglia
Collana: PreTesti, 08
Anno di pubblicazione: 2019
Pagine: 200
Prezzo di copertina: € 14,90
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